
Possiamo dire quello che vogliamo sul lucertolone gigante proveniente dal Giappone. Si può criticare la poca originalità del soggetto, come un po’ in tutti i suoi film, e permetterci di criticare ogni singolo aspetto del design, ma solamente una cosa è certa: quando Godzilla esce al cinema è praticamente impossibile non resistere al suo fascino. Un personaggio talmente iconico che riesce a conquistare anche lo spettatore più esigente. Dopo un paio di produzioni americane (Godzilla: King of The Monsters e Vs Kong) non proprio eccelse, il Giappone riprende in mano la sua creatura per realizzare un nuovo capitolo del franchise, distaccandosi il più possibile dalla sua precedente produzione ovvero Shin Godzilla. Quest’ultimo diretto da Hideaki Anno, era un film basato su delle scelte con dei dialoghi costruiti nei minimi dettagli che facevano da sfondo ad una nazione in totale distruzione. Minus One invece si concentra più che altro su un dramma famigliare per raccontare di un paese in profonda depressione e in cerca di rivalsa. Perché il paragone? Solamente per mettere sin da subito le cose chiaro. Le due opere sono totalmente diverse e chi si aspetta un sequel basato sulla sceneggiatura di Anno potrebbe rimanere piuttosto deluso.

Tuttavia l’opera cinematografica di Takashi Yamazaki, regista di film come “Lupin: The First” e “Doreamon – il film”, scorre con un ritmo e una bellezza senza pari. Bastano cinque minuti al regista per introdurre il suo protagonista. Un Godzilla mai così inquietante che buca lo schermo ogni qualvolta gli viene concessa un inquadratura, regalando momenti orrorifici da incastrare perfettamente all’interno del genere. Una storia che si sofferma su un uomo in preda alla paura che sfrutta indirettamente il momento per riflettere su ciò che vuole diventare non solo per se stesso, ma anche per le persone che gli stanno attorno. Di conseguenza “l’unione fa la forza”; un messaggio che di per sé può risultare banale, ma che raccontato al cinema restituisce sempre un altro effetto. Ce lo ricordava Christopher Nolan con il suo Dunkirk (che in alcuni punti sembra riprendere la stessa fotografia) e ce lo racconta con una scrittura pregevole lo stesso Yamazaki, che alterna con un perfetto equilibrio i momenti di tensione con quelli drammatici. Una regia elegante nonostante il caos, capace di regalare al pubblico un paio di momenti davvero ben costruiti e che difficilmente dimenticheranno. Come se non bastasse, la colonna sonora passa da composizioni storiche – che hanno fatto la storia della saga – a pezzi totalmente originali e dalla forte intensità. Minus One è una considerazione, ancora una volta, sul Giappone, sul senso di disorientamento che porta una minaccia e la cooperazione che ne può conseguire. Una pellicola in grado di contenere tutto ciò che un fan di Godzilla possa desiderare. Certo, la resa della creatura potrebbe far storcere il naso ai più pignoli, ma il regista sa sapientemente come conquistare lo spettatore.
Uscendo dalla sala si ha la piena consapevolezza di aver assistito ad un vero e proprio miracolo che non sminuisce le precedenti produzioni, bensì le rispetta. Minus One non è solamente uno dei miglior film di fantascienza degli ultimi anni, ma anche uno dei migliori del franchise. Il fatto che esca al cinema per soli sei giorni è un ulteriore motivo per correre nelle sale.
Scritta da Simone Martinelli






Rispondi