Quanto è importante “tornare indietro”? La risposta viene urlata a gran voce dal protagonista di Peppermint Candy, un film straordinario diretto da Lee Chang-dong, regista che, vi anticipiamo, tornerà presto in questa rubrica. Il film esplora gli aspetti che determinano la nostra vita e come questi possano inevitabilmente condizionarci. Sono questi gli spunti che l’autore esplora per costruire un discorso incentrato sui ricordi, che in qualche modo ci permettono di riconnetterci con la nostra sensibilità. Immaginate un uomo depresso, pronto a porre fine alla sua vita dopo aver cercato, invano, di rimediare ai suoi errori. Eventi che lo hanno segnato al punto da diventare arrabbiato con il mondo, trasformando la sua bontà in qualcosa di irriconoscibile. Una figura difficile da comprendere e ancor più da empatizzare, ma che, al termine del film, svela un passato doloroso, segnato da traumi profondi. Peppermint Candy non è affatto una visione facile, ed è importante sottolinearlo. Il cinema di Lee Chang-dong scava in profondità nella psicologia dei suoi personaggi, e quello che emerge potrebbe non convincervi alla prima visione. Ma è necessario. Raccontare personalità come quella di Kim Young-ho implica non schierarsi, non prendere le parti di nessuno. E questo Dong lo fa in modo magistrale.

Per centotrenta minuti, vi troverete immersi in un viaggio cerebrale, dove i binari della memoria si intrecciano, regalando momenti di rara intensità. Il montaggio, perfetto, ha il merito di ribaltare inaspettatamente la percezione del personaggio, sia in positivo che in negativo. La regia si prende il suo tempo, mostrando una messa in scena accurata e sapiente nel delineare i diversi periodi della vita del protagonista, delicata nei momenti cruciali e brutalmente realista quando racconta la crudele realtà del paese, in particolare riguardo alla legge e ai suoi “metodi”. Un pretesto per evidenziare quanto sia facile plasmare la mente di una persona già impulsiva. Ad aggiungere quel tocco in più abbiamo anche la straordinaria interpretazione di Sol Kyung-gu . L’attore, che tornerà a lavorare con il regista, si appropria della scena con naturalezza, offrendoci un ritratto sincero e privo di sbavature. Se tutto ciò vi ha incuriosito e desiderate immergervi in quello che può essere considerato un “nuovo modo di intendere il cinema”, sappiate che Peppermint Candy è da poco uscito in DVD e Blu-Ray grazie alla Cg Entertainment e al loro programma di Start-Up, che si concentra principalmente sui titoli orientali più meritevoli degli ultimi anni. Vi avverto, però, che un giro sul loro sito potrebbe far piangere il portafoglio!

In conclusione, riprendendo la domanda posta all’inizio di questo articolo: non è possibile tornare indietro nella nostra vita. Sebbene non sia mai piacevole ricordarlo, la consapevolezza di questo fatto diventa fondamentale quando facciamo i conti con le vicissitudini che hanno segnato il nostro percorso. Ciò che possiamo fare è goderci il momento, viverlo pienamente per quanto possibile, senza rimpianti, e mantenere uno dei doni più preziosi che abbiamo: la nostra sensibilità.

Classificazione: 5 su 5.

Scritto da Simone Martinelli

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