
Sono anni davvero duri per il cinema di fantascienza. Complice di tutto ciò è sicuramente la poca originalità da parte di registi e scrittori nel trattare temi o soggetti dal grande potenziale. Storie che inizialmente sembrano promettere davvero tanto, ma che alla fin fine si perdono nel baratro della banalità più assoluta. Nessuno ti salverà, pellicola diretta da Brian Duffield e con protagonista Kaitlyn Dever, dispiace dirlo, rientra di diritto in questa spiacevole categoria. La trama è delle più semplici, un home invasion con una donna che nel bel mezzo della notte si ritrova in casa una creatura aliena davvero poco amichevole. Da qui avrà inizio una lotta alla sopravvivenza tipica del genere. Niente di più, niente di meno. Un estraneo all’interno di una casa è sempre stato un modo affascinante per tenere incollato lo spettatore e al tempo stesso farlo immedesimare. Man In The Dark di Fede Alvarez, per esempio, sfruttava davvero benissimo questo elemento narrativo ribaltando completamente questo concetto. Duffer, che qui è alla sua seconda opera da regista, si avvale di questo espediente decidendo di annullare totalmente il dialogo. Un film muto, dove a parlare sono unicamente le immagini. Una pellicola non da osservare con superficialità, ma da “guardare” a 360 gradi. Una scelta interessante se rapportata con quello che oggi è lo spettatore medio. Basta un minimo di disinteresse per perdere completamente il punto di vista della storia e di tutto ciò che ruota attorno alla protagonista. Non ci sono attori a raccontarti quello che stai vedendo ed anche per questo che la scena è sempre ricca di dettagli, di movimento e luci accecanti. Nessuno Ti Salverà (e questo è chiaro sin dalle prime inquadrature) ha bisogno della costante attenzione del suo pubblico.

Una volta compreso questo, il film scorre con un ritmo piuttosto alto ma che purtroppo non basta a coprire una moltitudine di ovvietà. La sceneggiatura che sarebbe potuta essere davvero il punto forte dell’intera produzione, si accontenta di raccontare il tutto con superficialità e senza osare davvero mai. Non bastano delle scene di tensione che, nonostante tutto, godono di un ottimo sound design e una protagonista che tenta in tutti i modi di risollevare le sorti del film. Quello che Duffield mette in scena è uno spettacolo stanco, che abbiamo visto già tante altre volte all’interno del genere. La vera sfida in tutto ciò è mantenere alta la concentrazione dello spettatore che, se allenato a questo tipo di storie, rischia di annoiarsi dopo una buona mezz’ora. Per non parlare del modo in cui vengo presentate le cosiddette creature aliene, che qui non incutono mai un vero e proprio timore, complice anche la scarsa vena creativa. Tuttavia è impossibile non soffermarsi sull’ottima prova attoriale di Kaitlyn Dever, bravissima nel raccontare le sue emozioni e il proprio background semplicemente attraverso la sua ipnotica espressività.
Dunque un film con delle buone premesse, ma che a fine visione lascia solamente l’amaro in bocca per le occasioni perse. Siamo sicuri che il genere fantascientifico tornerà sicuramente a risplendere un giorno e a proporre soggetti sempre più originali, ma non lo farà certamente grazie a questo tipo di storie.
Scritto da Simone Martinelli






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